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Obblighi

CFE e domiciliazione: dove si paga davvero, e quanto

8 min di letturaRedatto da Épiphyse Conseil — expert-comptable

In sintesi

Contrariamente a quanto lasciano intendere molte società di domiciliazione, la CFE (cotisation foncière des entreprises, imposta locale sulle imprese) non è dovuta nel luogo della sede legale: è stabilita in ogni comune in cui Lei dispone di locali. Un'eccezione cambia tutto, e riguarda buona parte dei professionisti sanitari: chi non ha alcun locale, come l'infermiere che esercita al domicilio dei propri pazienti o il sostituto, versa la quota minima nel luogo della sua domiciliazione. Il suo indirizzo ha dunque un effetto fiscale reale. Ci si aggiunga un'esenzione totale il primo anno, una riduzione della metà il secondo, e le esenzioni proprie delle ostetriche e dei professionisti che si stabiliscono in zone poco dense.

È uno degli argomenti più frequentemente addotti dalle società di domiciliazione: scegliere il proprio indirizzo permetterebbe di scegliere il comune di CFE (cotisation foncière des entreprises, imposta locale sulle imprese) e quindi di ridurre l'imposta. Preferiamo scriverlo chiaramente, anche se ciò danneggia la vendita: è falso nella maggior parte dei casi. Ma esiste un'eccezione, e riguarda proprio una parte della nostra clientela.

Il principio: la CFE segue i Suoi locali, non la Sua sede

L'articolo 1473 del code général des impôts (codice generale delle imposte francese) non lascia spazio ad ambiguità: la cotisation foncière des entreprises «è stabilita in ogni comune in cui il soggetto passivo dispone di locali o di terreni, in ragione del valore locativo dei beni ivi situati».

In altri termini, la sede legale statutaria non è, di per sé, il luogo di imposizione. Un fisioterapista che affitta uno studio a Saint-Pierre-des-Corps e domicilia la propria sede a Tours paga la CFE a Saint-Pierre-des-Corps, sul valore locativo del suo studio. La scelta dell'indirizzo della sede non cambia nulla.

La stessa logica vale per l'imposta: l'articolo 218 A del code général des impôts stabilisce l'imposta sulle società «nel luogo dello stabilimento principale», potendo l'amministrazione fiscale francese considerare il luogo di direzione effettiva. E la dottrina amministrativa precisa che l'imposizione presso l'indirizzo di una società di domiciliazione «può essere ammessa solo se il soggetto non dispone di alcun altro locale professionale in cui sia esercitata l'attività o la direzione dell'impresa».

L'eccezione che riguarda molti liberi professionisti

Resta il caso di chi non ha alcun locale professionale. Ed è tutt'altro che marginale tra le professioni sanitarie: l'infermiere libero professionista che esercita esclusivamente al domicilio dei propri pazienti, il fisioterapista a domicilio, il medico sostituto che lavora nello studio dei colleghi, lo psicologo che riceve soltanto in videoconferenza.

Per costoro, il II dell'articolo 1647 D prevede, e soltanto quando non dispongono di alcun locale né terreno, che «i soggetti passivi domiciliati in applicazione di un contratto di domiciliazione commerciale o di un'altra disposizione contrattuale sono tenuti al pagamento della quota minima nel luogo della loro domiciliazione».

In questa configurazione — e soltanto in questa — l'indirizzo di domiciliazione diventa il luogo di imposizione. Ha dunque un effetto fiscale reale, poiché la base minima è fissata da ciascun comune all'interno di una forbice di legge, e l'aliquota applicata varia parimenti da un comune all'altro.

Quanto: la tabella 2026 della base minima

Quando la CFE è calcolata sulla quota minima, non dipende più da un valore locativo ma da una base fissata dal comune, all'interno di una forbice che dipende dai Suoi ricavi. Ecco le forbici in vigore nel 2026:

Forbici di base minima di CFE applicabili nel 2026 (art. 1647 D del CGI)

Ricavi o fatturatoBase minima fissata dal comune
Fino a 10.000 €da 250 a 597 €
Da 10.001 a 32.600 €da 250 a 1.194 €
Da 32.601 a 100.000 €da 250 a 2.509 €
Da 100.001 a 250.000 €da 250 a 4.183 €
Da 250.001 a 500.000 €da 250 a 5.974 €
Oltre 500.000 €da 250 a 7.769 €

Attenzione a non confondere la base e l'imposta. Questi importi non sono ciò che pagherà: sono basi imponibili, alle quali si applica poi l'aliquota votata dal comune e dalla sua intercommunalité (ente intercomunale francese). Un professionista che realizza 80.000 € di ricavi in un comune che ha stabilito una base di 1.500 € pagherà dunque tale base moltiplicata per l'aliquota locale, e non 1.500 €.

Noti anche la soglia comune: qualunque sia lo scaglione, nessun comune può fissare una base inferiore a 250 €. Lo scarto tra comuni esiste, ma riguarda somme modeste: una ragione in più per non scegliere il proprio domiciliatario in base a questo solo criterio.

La soglia che esonera totalmente

Una regola merita di essere conosciuta dai professionisti che iniziano l'attività o che la esercitano a titolo accessorio: i soggetti passivi che realizzano un fatturato o ricavi inferiori o pari a 5.000 € sono esonerati dalla quota minima. Il beneficio di questa esenzione è subordinato al rispetto della normativa europea sugli aiuti de minimis.

I primi due anni: nulla, poi la metà

È l'alleggerimento più utile e il più spesso dimenticato nei piani previsionali. Un'impresa è esonerata dalla CFE nell'anno della sua costituzione, fino al 31 dicembre. L'anno successivo, la sua base imponibile è ridotta del 50 %.

La contropartita è dichiarativa, e la scadenza è rigorosa: occorre presentare la dichiarazione 1447-C-SD prima del 31 dicembre dell'anno di costituzione. È questo documento a fissare gli elementi di imposizione dell'anno successivo, ed è anche tramite esso che si richiedono alcune esenzioni.

Due esenzioni proprie delle professioni sanitarie

La prima è un'esenzione di pieno diritto, permanente, ed è notevolmente poco conosciuta dalle stesse interessate. Il 5° dell'articolo 1460 del code général des impôts esonera dalla CFE le ostetriche («sages-femmes») e gli assistenti ai malati («gardes-malades»), salvo quando gestiscono una maison de santé, una maternità o una casa di riposo. Nessuna delibera, nessuna procedura di zonizzazione: l'esenzione si applica.

La seconda è facoltativa, ed è una sfumatura essenziale che molti articoli eludono. L'articolo 1464 D consente ai comuni e alle intercommunalités di esonerare, previa delibera, i medici, i chirurghi-dentisti, gli infermieri, i fisioterapisti, i podologi, i logopedisti, i terapisti occupazionali e i dietisti che si stabiliscono:

  • in un comune di meno di 2.000 abitanti, o in una zone de revitalisation rurale (zona di rivitalizzazione rurale);
  • per uno studio secondario, in una zona caratterizzata da un'offerta di cure insufficiente.

La durata è fissata dall'ente locale, tra due e cinque anni, e la delibera deve essere adottata prima del 1° ottobre per applicarsi l'anno successivo. L'esenzione non è dunque mai automatica: presuppone che il comune l'abbia votata. Si richiede nella dichiarazione 1447-C-SD, con i giustificativi del titolo di studio e dell'iscrizione all'ordine.

Il riflesso da avere prima di stabilirsi: verificare se il comune interessato ha deliberato. È una questione di due minuti che può valere diversi anni di esenzione, ed è tipicamente il punto che uno studio che conosce la Sua professione esamina prima di convalidare un indirizzo.

Ciò che occorre ricordare prima di scegliere il Suo indirizzo

  • Lei affitta uno studio, un locale, un ufficio: la Sua CFE è dovuta lì, sul suo valore locativo. La domiciliazione della Sua sede non ha alcun effetto fiscale.
  • Lei non ha alcun locale: la quota minima è dovuta nel luogo della Sua domiciliazione. L'indirizzo conta allora, modestamente.
  • Lei è ostetrica o assistente ai malati: verifichi anzitutto l'esenzione di pieno diritto del 5° dell'articolo 1460.
  • Lei si stabilisce in una zona poco densa: chieda se il comune ha deliberato ai sensi dell'articolo 1464 D, e richieda l'esenzione nella Sua dichiarazione iniziale.
  • In ogni caso: la dichiarazione 1447-C-SD prima del 31 dicembre dell'anno di costituzione, e una CFE nulla il primo anno.

E se la questione dell'indirizzo si pone più in generale, si gioca anzitutto nei Suoi statuti: abbiamo illustrato in dettaglio le clausole da scrivervi per non pagare due volte, e quanto costa realmente un cambio di sede.

Domande frequenti

La CFE è dovuta nel luogo della sede legale?
No. L'articolo 1473 del code général des impôts stabilisce la cotisation foncière des entreprises (CFE, imposta locale sulle imprese) in ogni comune in cui il soggetto passivo dispone di locali o di terreni, in ragione del valore locativo dei beni ivi situati. La sede legale statutaria non è dunque, di per sé, il luogo di imposizione. Un professionista che affitta uno studio è imposto nel luogo di tale studio, anche se la sua sede è domiciliata altrove.
La domiciliazione permette di scegliere il comune di CFE?
Soltanto se non dispone di alcun locale né terreno. In tal caso, il II dell'articolo 1647 D del code général des impôts prevede che i soggetti passivi domiciliati in applicazione di un contratto di domiciliazione commerciale versino la quota minima nel luogo della loro domiciliazione. Non appena affitta uno studio o un ufficio, la CFE torna a essere dovuta nel luogo di tale locale.
Qual è la base minima di CFE nel 2026?
È fissata da ciascun comune all'interno di una forbice che dipende dai ricavi: da 250 a 597 € fino a 10.000 € di ricavi, da 250 a 1.194 € fino a 32.600 €, da 250 a 2.509 € fino a 100.000 €, da 250 a 4.183 € fino a 250.000 €, da 250 a 5.974 € fino a 500.000 € e da 250 a 7.769 € oltre tale soglia. Questi importi sono basi imponibili, alle quali si applica poi l'aliquota votata dal comune: non è l'importo dell'imposta.
Si è esonerati dalla CFE il primo anno?
Sì. Un'impresa è esonerata dalla cotisation foncière des entreprises nell'anno della sua costituzione, e beneficia l'anno successivo di una riduzione del 50 % della sua base imponibile. Come contropartita, la dichiarazione 1447-C-SD deve essere presentata prima del 31 dicembre dell'anno di costituzione: è essa a fissare gli elementi di imposizione dell'anno successivo.
Le ostetriche pagano la CFE?
No, salvo eccezione. Il 5° dell'articolo 1460 del code général des impôts esonera dalla cotisation foncière des entreprises le ostetriche («sages-femmes») e gli assistenti ai malati («gardes-malades»). L'esenzione è di pieno diritto e permanente: non presuppone alcuna procedura né delibera del comune. Cessa tuttavia di applicarsi quando l'interessata gestisce una maison de santé, una maternità o una casa di riposo.
Un medico che si stabilisce in zona rurale è esonerato dalla CFE?
Non automaticamente. L'articolo 1464 D del code général des impôts consente ai comuni e alle intercommunalités di esonerare, previa delibera, i medici, i chirurghi-dentisti, gli infermieri, i fisioterapisti, i podologi, i logopedisti, i terapisti occupazionali e i dietisti che si stabiliscono in un comune di meno di 2.000 abitanti o in una zone de revitalisation rurale (zona di rivitalizzazione rurale), per una durata da due a cinque anni. L'esenzione esiste solo se l'ente locale l'ha votata, e si richiede nella dichiarazione 1447-C-SD.
Esiste una soglia di ricavi al di sotto della quale non è dovuta alcuna CFE?
Sì, per la quota minima: i soggetti passivi che realizzano un fatturato o ricavi inferiori o pari a 5.000 € ne sono esonerati, fatto salvo il rispetto della normativa europea relativa agli aiuti de minimis.

Regole e importi verificati su fonte primaria: articoli 1460, 1464 D, 1473, 1647 D e 218 A del code général des impôts (tabella dell'articolo 1647 D nella sua versione in vigore al 1° luglio 2026), dottrina amministrativa BOI-IF-CFE-10-30-10-60, BOI-IF-CFE-10-30-60-10 e BOI-BIC-DECLA-30-40-20-20. Articolo redatto da Épiphyse Conseil, studio francese di expert-comptable (l'equivalente francese del commercialista) specializzato nell'assistenza alle professioni liberali e sanitarie. Le basi minime sono rivalutate ogni anno e le aliquote sono votate a livello locale: verifichi l'annualità e il Suo comune prima di qualsiasi calcolo.

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