In sintesi
Il 1° settembre 2026, tutte le imprese assoggettate all'IVA francese («TVA») devono essere in grado di ricevere le proprie fatture tramite una piattaforma autorizzata. Nessuna eccezione legata alle dimensioni: un libero professionista che emette tre fatture al mese è coinvolto allo stesso titolo di un gruppo del CAC 40. Al contrario, l'obbligo di emettere in formato elettronico si applica alle TPE, alle PME, alle micro-entreprises (il regime francese semplificato) e ai lavoratori autonomi soltanto dal 1° settembre 2027. Confondere le due date porta o ad allarmarsi inutilmente, o a mancare l'unica scadenza che La riguarda davvero quest'anno.
La confusione da chiarire subito: due obblighi, due date
La riforma viene regolarmente riassunta in un'unica data, il 1° settembre 2026, e molti professionisti ne deducono che a quella scadenza dovranno fatturare in modo diverso. Per la stragrande maggioranza di loro, è falso.
| Ricezione | Emissione | |
|---|---|---|
| Grandi imprese ed ETI (imprese di dimensione intermedia) | 1° settembre 2026 | 1° settembre 2026 |
| PME, TPE, micro-entreprises, lavoratori autonomi | 1° settembre 2026 | 1° settembre 2027 |
Questo calendario per categoria figura all'articolo 3 del decreto n° 2022-1299 del 7 ottobre 2022. L'obbligo di ricezione, invece, è universale e non ammette deroghe: si applica all'insieme delle imprese stabilite in Francia e assoggettate all'IVA, in applicazione dell'articolo 289 bis del Code général des impôts (il codice tributario francese).
In altri termini: il 1° settembre 2026 Lei non cambia il Suo modo di fatturare, ma deve essere in grado di ricevere le fatture dei Suoi fornitori per via elettronica.
Il calendario è confermato: nessun rinvio è intervenuto
Questa riforma ha conosciuto abbastanza rinvii (il passaggio dal 2024 al 2026, il ridimensionamento del portale pubblico di fatturazione nell'ottobre 2024) perché molti professionisti si aspettino, per abitudine, un nuovo slittamento.
Non ce n'è stato nessuno. Nell'estate 2026, la DGFiP (l'amministrazione fiscale francese) ha precisato la propria dottrina di tolleranza per le difficoltà tecniche di avvio, senza rinviare né sospendere l'obbligo. Il calendario legale resta invariato.
La tolleranza annunciata riguarda le difficoltà di attuazione, non il principio. Un'impresa che incontra un problema tecnico non deve né sospendere la propria attività né interrompere le proprie operazioni: deve individuare l'origine della difficoltà, rivolgersi alla propria piattaforma o al proprio fornitore di servizi ed essere in grado di dimostrare che è avviato un percorso di messa in conformità. Non fare assolutamente nulla non rientra in questo quadro.
In concreto, che cosa deve fare prima del 1° settembre?
1. Scegliere una piattaforma autorizzata
È l'adempimento obbligatorio, e non può essere rimandato a più avanti. Le fatture elettroniche transitano obbligatoriamente attraverso una piattaforma autorizzata («plateforme agréée», PA), iscritta in un registro dall'amministrazione. Oggi sono iscritte più di 150 piattaforme; l'elenco ufficiale è pubblicato dalla DGFiP.
Tre strade possibili:
- il Suo software di fatturazione o di contabilità integra già una piattaforma autorizzata: è il caso più semplice, lo verifichi presso il Suo fornitore di software;
- il Suo expert-comptable (commercialista francese) La collega alla piattaforma che utilizza per i suoi clienti;
- sottoscrive direttamente presso una piattaforma autorizzata.
2. Verificare che la Sua impresa sia correttamente identificata nell'elenco
È il punto più spesso trascurato, e riguarda direttamente il Suo indirizzo.
L'instradamento delle fatture si basa su un elenco («annuaire») nazionale, che consente di orientare una fattura verso la piattaforma di ricezione del suo destinatario. Questo elenco si fonda sui dati identificativi della Sua impresa: SIREN (il numero di identificazione dell'impresa), SIRET (il numero che identifica l'unità locale) e l'indirizzo dichiarato della Sua unità locale.
Se il Suo siège social (sede legale) è indicato in modo errato, se ha cambiato indirizzo senza aggiornare la Sua posizione nel registro, o se la Sua impresa è domiciliata a un indirizzo che non è più quello giusto, le fatture dei Suoi fornitori possono non arrivarLe. E sarà Lei a risultare inadempiente rispetto all'obbligo di ricezione, non il Suo fornitore.
Il riflesso da avere: verifichi la coerenza tra il Suo Kbis (l'estratto d'iscrizione al registro del commercio e delle società francese), il Suo indirizzo di domiciliazione effettivo e le indicazioni riportate sui Suoi documenti commerciali. È una verifica di dieci minuti che evita diversi mesi di disfunzioni.
3. Anticipare l'aggiornamento delle indicazioni obbligatorie delle Sue fatture
Anche se il Suo obbligo di emissione arriva soltanto nel 2027, la fattura elettronica impone indicazioni supplementari rispetto alla fattura cartacea o al PDF classico: numero SIREN del cliente, indirizzo di consegna quando differisce dall'indirizzo di fatturazione, natura esatta delle operazioni (cessione di beni, prestazione di servizi, o entrambe) e, se del caso, l'opzione per il pagamento della taxe sur les débits (pagamento dell'imposta al momento della fatturazione).
Tanto vale integrarle fin d'ora nei Suoi modelli di fattura: nulla vieta di essere in anticipo, e l'ingresso volontario anticipato è espressamente previsto per le imprese il cui obbligo di emissione interviene solo nel 2027.
E i professionisti sanitari esenti da IVA?
È la domanda che ricorre più spesso in studio, e merita una risposta sfumata.
Gli atti medici e paramedici regolamentati sono esenti da IVA in applicazione dell'articolo 261, 4-1° del Code général des impôts. Questa esenzione non La dispensa automaticamente da ogni obbligo: il perimetro esatto dipende dalla Sua situazione ai fini dell'IVA, e un professionista può benissimo svolgere operazioni esenti e altre che non lo sono (formazione, perizia, vendita di prodotti, attività accessoria di benessere).
Altre attività dell'ambito del benessere, non regolamentate — i naturopati o i sofrologi, per esempio — non beneficiano di questa esenzione e rientrano pienamente nel campo di applicazione.
Il riflesso da avere: non dia per scontato che l'esenzione dei Suoi atti La collochi fuori dalla riforma. Faccia qualificare la Sua situazione con precisione: è una questione da trattare in una conversazione con il Suo expert-comptable.
Le sanzioni previste
Non si applicheranno fin dal primo giorno, ma esistono e sono quantificate:
- Mancata ricezione: una mise en demeure (diffida) preventiva inquadra il dispositivo, in applicazione dell'articolo 1737, IV bis del Code général des impôts.
- Mancata emissione in formato elettronico: l'articolo 1737 del Code général des impôts prevede una sanzione pecuniaria per fattura, con un massimale annuo.
- Mancato e-reporting: l'articolo 1788 D del Code général des impôts prevede una sanzione specifica.
La vera posta in gioco, nel breve termine, non è tanto la sanzione quanto il blocco operativo: un fornitore che non può inviarLe la sua fattura per via elettronica significa una spesa non registrata, un'IVA non recuperata se del caso e un contenzioso da gestire.
Domande frequenti
- Devo emettere le mie fatture in formato elettronico già dal 1° settembre 2026?
- No, salvo che Lei sia una grande impresa o un'impresa di dimensione intermedia (ETI). Per le PME, le TPE, le micro-entreprises e i lavoratori autonomi, l'obbligo di emissione in formato elettronico interviene il 1° settembre 2027. Il 1° settembre 2026, a queste strutture si applica soltanto l'obbligo di ricezione.
- Una micro-entreprise è interessata dalla fatturazione elettronica?
- Sì. L'obbligo di ricevere fatture elettroniche tramite una piattaforma autorizzata («plateforme agréée») si applica a tutte le imprese stabilite in Francia e assoggettate all'IVA al 1° settembre 2026, senza deroghe legate alle dimensioni. Una micro-entreprise che emette soltanto qualche fattura al mese deve quindi aver scelto una piattaforma autorizzata a quella data.
- Il calendario della fatturazione elettronica è stato rinviato?
- No. Nell'estate 2026, la DGFiP ha precisato la propria dottrina di tolleranza riguardo alle difficoltà tecniche di avvio, senza rinviare né sospendere l'obbligo. Il calendario legale resta il 1° settembre 2026 per la ricezione generalizzata e per l'emissione delle grandi imprese e delle ETI, poi il 1° settembre 2027 per l'emissione delle PME, delle TPE e delle micro-entreprises.
- Che cos'è una piattaforma autorizzata («plateforme agréée»)?
- Una piattaforma autorizzata («plateforme agréée») è un operatore iscritto in un registro dall'amministrazione fiscale francese, attraverso il quale transitano obbligatoriamente le fatture elettroniche tra imprese. Sono iscritte più di 150 piattaforme e l'elenco ufficiale è pubblicato dalla DGFiP. Ne deve scegliere una, direttamente, tramite il Suo software di fatturazione oppure tramite il Suo expert-comptable.
- Il mio indirizzo di domiciliazione incide sulla fatturazione elettronica?
- Sì. L'instradamento delle fatture si basa su un elenco nazionale («annuaire») che si fonda sui dati identificativi della Sua impresa, tra cui l'indirizzo dichiarato. Un indirizzo obsoleto o incoerente con il Suo Kbis può impedire ai Suoi fornitori di inviarLe le loro fatture e porLa in situazione di inadempimento dell'obbligo di ricezione.
- Un professionista sanitario esente da IVA è interessato?
- Dipende dalla sua situazione precisa. L'esenzione degli atti medici e paramedici regolamentati, prevista dall'articolo 261, 4-1° del Code général des impôts, non colloca automaticamente il professionista fuori dal campo di applicazione della riforma, in particolare se svolge peraltro operazioni imponibili. Le attività non coperte da questa esenzione, come quelle dei naturopati o dei sofrologi, sono pienamente interessate.
Articolo redatto da Épiphyse Conseil, studio francese di expert-comptable (l'equivalente francese del commercialista) specializzato nell'assistenza alle libere professioni e alle professioni sanitarie. Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
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